19/12/2007
Cinquant'anni in bianco e nero
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Uno stesso sguardo, un identico modo di mettere a fuoco i dettagli, di scrutare nella folla. Tanto che sono soltanto alcuni particolari, vestiti e oggetti, a tradire gli anni in cui sono presi gli scatti. Talmente tanto che, usciti dalla bella mostra ai musei civici del Santo, si fatica a credere che la scritta di quell'insegna in quel bar all'angolo sia stata cancellata, o che quel monumento sia stato spostato da chissà quanto tempo, o che quello scorcio semplicemente non esista più. Giovanni Umicini arrivò a Padova verso la metà degli anni Cinquanta e da allora non ha smesso di fissare in bianco e nero angoli e soprattutto volti e corpi dei passanti. Le sue foto si soffermano con ironia e sensibilità sulla poesia del quotidiano che attraversa le piazze e le strade, tra bancherelle del mercato e tavolini dei bar, portici e panchine. Estrae i singoli dalla folla, ne svela le malinconie e gli incanti, euforie e miserie, dà corpo e durata a effimeri incontri passeggeri, con attenzione a particolari di cui noi, distratti, non ci accorgiamo. Queste sue foto raccontano storie comuni che normalmente non passano alle cronache. E svelano un segreto: quello di una poesia incorruttibile, che rimane sempre la stessa, anche a cinquant'anni di distanza.
